Le Cucine Lineari : Tutti gli esempi ed i consigli più preziosi per renderle sempre pratiche, eleganti e funzionali



Le cucine a unica parete sono da considerare probabilmente la forma più comune ed utilizzata per questo tipo di arredo. Compatte e funzionali, oppure ampie e scenografiche, queste composizioni vanno progettate sempre e comunque con cura estrema, in modo da sfruttare al meglio lo spazio disponibile sia dal punto di vista funzionale che estetico.

Cucina lineare La Casa Moderna

Ma qual è il sistema migliore per organizzare una cucina lineare a tutta parete?

Beh innanzitutto occorre esaminare gli ambienti nel loro complesso in modo da valutarne bene le potenzialità. La profondità del locale, ad esempio, nell’inserimento delle cucine “in linea” è uno dei fattori più determinanti per stabilire la migliore disposizione dei mobili. Per poter aprire liberamente gli sportelli e poter lavorare in maniera comoda di fronte ad una cucina lineare a tutta parete sono infatti necessari almeno 140 cm e questa dimensione va tenuta nella massima considerazione quando si progettano ambienti piccoli. Disporre la cucina in un unico blocco “dritto”, posizionandola magari addosso alla parete più ampia della stanza può essere però la soluzione migliore anche in tutti quei casi in cui si vuole inserire nello stesso ambiente sia la cucina che una grande zona soggiorno. In questa ipotesi, i problemi di profondità e di spazio a disposizione di chi deve cucinare sono ovviamente superati, ma rimangono assolutamente presenti quelli relativi alla funzionalità dei mobili e della loro ergonomia.

Come abbiamo avuto occasione di vedere più volte nei nostri “consigli d’arredo”, la migliore disposizione degli arredi in cucina si ottiene  cercando di immaginare una specie di “triangolo” ai cui lati sono posizionati le sue tre zone fondamentali ovvero: la zona cottura, la zona lavaggio e la zona frigo-dispensa. Cucina lineare La Casa ModernaQuando ci si trova ad allestire una parete dritta però, ovviamente questa disposizione “ideale” deve essere forzatamente bypassata! Qui non siamo di fronte ad un gruppo di mobili disposti “ad angolo” oppure ” a U” in cui è quasi ovvio disporre ogni zona funzionale in maniera equidistante. In una cucina dritta chi si trova a dover utilizzare mobili ed elettrodomestici è costretto a muoversi su di una retta esattamente parallela alla parete. Questo, se da un lato facilità alcuni spostamenti, dall’altro può rischiare di renderne più difficoltosi altri! Immaginiamo ad esempio il caso in cui si debbano posizionare in poco spazio lavello, lavastoviglie e piano di cottura: cosa conviene prediligere? Come conviene immaginare gli spazi di manovra? Come è possibile ovviare alla mancanza dell’ideale “triangolo funzionale”?

Senza dubbio la prima cosa da fare è stabilire la posizione del lavello. Essa dipende infatti essenzialmente dal punto dove sono collocati gli “attacchi dell’acqua” presenti in parete per cui questi, almeno che non si abbia la possibilità di spostarli a nostro piacimento tramite dei lavori edili, è necessario considerarli per fare in modo che essi si trovino proprio dove verrà messo il nostro lavello. La posizione ideale del lavello in una cucina dritta è quella che lo vede laterale alla composizione. Questo sia perché la zona lavaggio è molto spesso quella che occupa più spazio in parete, sia perché posizionandola per parte si ha una maggiore libertà progettuale. A differenza di ciò che avveniva un tempo infatti, le moderne zone lavaggio delle attuali cucine componibili non sono composte dal solo lavello bensì dall’insieme di lavello più la lavastoviglie. La combinazione di questi due elementi va considerata ormai come assolutamente imprescindibile. Le moderne tecnologie in effetti hanno fatto della lavastoviglie un elettrodomestico indispensabile in cucina, grazie alla sua comodità di uso ed al risparmio effettivo che consente il suo impiego.

Una volta stabilita la posizione del lavello (e della lavastoviglie ad esso abbinata) è possibile proseguire nel progettare la nostra cucina componibile dritta, andando a ricercare la migliore posizione per il piano cottura ed il frigo. La loro collocazione dipende principalmente dalla caratteristiche della stanza che gli ospita insieme al resto dei componibili. Una regola pressoché “fissa” è, ad esempio, quella di piazzare il frigorifero in posizione finale alla composizione, ed il più distante possibile dalla porta o dall’ingresso. Il frigorifero è infatti quasi sempre uno dei volumi più “imponenti” dell’intera composizione e per questo motivo occorre metterlo in un luogo in cui non crei impaccio, ne visivo ne effettivo. Il piano di cottura invece andrebbe posizionato lontano dal frigorifero (in modo da non rischiare di danneggiarne il fianco con il calore) ma in maniera che sia tanto distante dal lavello quanto basta per poter avere nel mezzo un piano di appoggio.Cucina lineare La Casa Moderna

Un discorso un po’ diverso è quello che riguarda il forno. La posizione tradizionale di questo elettrodomestico era quella che lo vedeva collocato sotto al piano di cottura, esattamente come avviene nelle cucine elettriche tradizionali, quelle monoblocco, in cui il piano di cottura ed il forno sono inclusi nello stesso elettrodomestico. Da un po’ di tempo a questa parte invece si tende a preferire la posizione del forno “in colonna” ovvero collocato più in alto, in un mobile appositamente costruito che permette un uso più comodo dell’elettrodomestico evitando alla persona che lo usa di chinarsi.

E’ ovvio che in ogni cucina lineare, sarebbe necessario disporre di un piano di appoggio degno di questo nome; qualora non ci fosse spazio a sufficienza per ottenerlo però, si può sempre sistemare il lavello stesso dotandolo di un “gocciolatoio” da posizionare dal lato più vicino al piano di cottura;  questo soprattutto per avere a portata di mano una superficie su cui posare pentole e padelle mentre le si utilizzano per cucinare. Questo ragionamento ci conduce a considerare una questione davvero rilevante in questo tipo di arredi. Quella del “piano di lavoro” è infatti certamente la problematica più importante da tenere presente quando si progetta una cucina dritta. La presenza della lavastoviglie e soprattutto della colonna forno hanno infatti ultimamente reso complicato la creazione di piani di appoggio da ritenersi a tutti gli effetti “sufficienti” nelle cucine moderne, specialmente quando sono lineari. Tant’è vero che oggi esistono numerosi altri “escamotages”, creati proprio per cercare di evitare situazioni di carenza di piano. Molti fornelli a incasso, ad esempio, sono dotati di una copertura in vetro che può trasformarsi in un piano di appoggio. Cucina lineare La Casa ModernaI lavelli poi, sono spesso attrezzabili con delle specifiche tipologie di “tagliere” che, oltre a permettere di utilizzarli allo scopo per cui sono stati creati (ovvero tagliarci sopra le pietanze), consentono un uso ottimale come piani di appoggio e di lavoro.

Allo scopo di creare maggiori superfici di appoggio, vengono molto spesso utilizzati anche dei frigoriferi e congelatori “bassi” che, potendo essere posizionati al di sotto del top della cucina, evitano la presenza delle ingombrantissime “colonne frigo”. Quest’ultime risultano infatti molto spesso scomode da posizionare nelle cucine diritte di piccole dimensioni.

Gli accessori e gli elettrodomestici in una cucina lineare

Come dovrebbe essere ormai abbastanza chiaro nel leggere queste righe, nelle composizioni lineari delle cucine componibili gli elettrodomestici vengono ad assumere una rilevanza forse superiore di quella che possiedono in altri tipi di cucine, sia a causa del loro ingombro che dello spazio necessario alle loro singole aperture.

All’inizio della nostra discussione, abbiamo già detto di come siano necessari almeno 140 cm di profondità totale disponibile per posizionare una cucina lineare. Lo sportello del frigo e del forno devono infatti potersi aprire comodamente in modo da lasciare un’ampia zona di accesso e di uso: per questo motivo ai 60 cm di ingombro occupati dagli sportelli aperti è necessario lasciarne almeno un’altra ventina liberi; questi sono indispensabili per far sì che chi usa tali elettrodomestici non si trovi involontariamente incastrato fra i mobili e la parete prospicente. Gli 80 cm di spazio minimo frontale servono però anche per permettere l’apertura della lavastoviglie, questo perché il suo sportello, a differenza di quello degli altri elettrodomestici, una volta aperto può arrivare ad occupare anche 70 cm!  La sua posizione è, come detto, piuttosto obbligata, in quanto si tratta di un elettrodomestico che per ovvie ragioni deve risiedere vicino al lavello.  Questo fattore, in casi “normali” non crea nessuna difficoltà, ma in tutti quei progetti in cui si posiziona una cucina lineare in una stanza davvero molto stretta, esso può causare il problema di una difficoltosa divisione dello spazio, a causa dell’ingombro della lavastoviglie una volta aperta.

Cucina lineare La Casa Moderna

I mobili contenitori di una cucina dritta a parete unica

Nell’ambito del nostro progetto di cucina lineare, una volta posizionati gli elettrodomestici, nello spazio rimanente possono essere inseriti elementi di vario tipo come, armadietti con sportelli, mensole a giorno, basi con cassetti oppure mobili dotati di cestelli. Come per ciò che concerne gli elettrodomestici, anche per gli altri componibili occorre considerare le relative aperture ed il fatto, non di importanza secondaria, che vi sono stipetti di uso più frequente (come quello che contiene le posate e quello che serve a tenere le pentole) e altri che si utilizzano molto meno.

Chi possiede un cucinotto o comunque una stanza non troppo grande deve tenere nella massima considerazione tali aspetti. Chi invece, davanti alla propria cucina in linea, possiede uno spazio sufficientemente ampio, può evitare di pensare a tutti questi problemi e concentrarsi maggiormente sul posizionamento ideale dei vari componibili, tenendo maggiormente presente anche il fattore estetico.

Perché se c’è un fatto su cui tutti gli esperti del settore concordano è sicuramente quello che una cucina lineare, quando ben fatta, è essenzialmente bella e quasi sempre molto elegante. La cucina è infatti un tipo di mobilia che, dove può esprimere una certa pulizia di linee ed una sobria semplicità, diventa automaticamente piacevole alla vista. La presenza dell’angolo e di tutti quelli “orpelli” tipici di certe cucine componibili rappresentano a volte infatti un “surplus” che in taluni casi può rimanere un po’ indigesto. Una cucina lineare invece è il mobile che meglio è capace di rappresentare l’essenza stessa della cucina componibile, ovvero le doti del suo design e le sue caratteristiche tecniche.

A questo punto per meglio comprendere le infinite possibilità compositive di questo tipo di arredo proveremo a esaminarne alcuni esempi.

Scopriremo come una serie di semplici mobili componibili, di per se apparentemente piuttosto banali, possono al contrario diventare un vero e proprio “modello di stile” da cui prendere magari spunto per i propri progetti. Del resto chi non preferisce studiare l’esperienza fatta dagli altri prima di intraprendere qualsiasi iniziativa ?

La cucina lineare, semplice e dritta

Per svolgere accuratamente un’esposizione di prodotti di questo tipo è necessario partire dalle “basi”, ovvero dalle versione di cucina lineare

Cucina lineare La Casa Modernapiù semplice e completa, quella che include cioè tutte le caratteristiche essenziali di questo ambiente. Si tratta di una tipologia di cucina che non è errato definire “universale” in quanto si adatta bene a quasi ogni tipo di ambiente.

Per essere considerata effettivamente completa, la sua misura complessiva in lunghezza non dovrebbe essere inferiore ai 390 cm e dovrebbe, necessariamente, essere contenuta in una stanza profonda almeno 200 cm. Purtroppo però, come vedremo, non sempre è così..

La lunghezza di 390 cm è data dalla somma dei suoi componenti essenziali disposti nello spazio nella maniera più consona, i quali saranno senza dubbio: una colonna frigo da 60 cm, una colonna con forno larga altrettanto, un lavello con una o due buche compreso di lavastoviglie posizionata sotto, una zona cottura di almeno 60 cm di larghezza e di almeno due piani di appoggio di 45 cm ciascuno. Insieme a quest’ultimi possono essere posizionati in basso sportelli, cestelli e cassetti a seconda della necessità, mentre la parte alta può essere completata con dei pensili, più o meno capienti a seconda dei casi e delle misure disponibili. Le varianti a questo tipo di composizione “tipo” possono essere però praticamente infinite. Nella versione qui fotografata, ad esempio, si è sfruttato lo spazio maggiore a disposizione aggiungendo un’ulteriore colonna alla più tradizionale composizione dritta e si è ampliato di altri 30 cm i mobili posti in sequenza allo scopo di ottenere più piano di appoggio. Sempre con questo obbiettivo poi si è rinunciato al classico lavello a due vasche in maniera da ottenere altri 30/40 cm di piano di appoggio che, come abbiamo già visto, in una composizione di cucina lineare possono diventare davvero essenziali. Si tratta di un arredo bello, minimale e dunque elegante il cui allestimento, come abbiamo visto, segue delle regole abbastanza fisse.

Composizione cucina dritta lineare con colonne a parte

Quando all’interno della stanza non è possibile posizionare tutti i componibili di una cucina su di in un solo muro, è sempre possibile collocarne una parte utilizzando una parete prospicente.

Cucina lineare La Casa ModernaCiò consente da un lato di “alleggerire” la parete principale, ovvero quella dove sono presenti gli “attacchi” a parete, e dall’altro di ricreare in qualche modo il triangolo funzionale.

Come abbiamo visto infatti sono tre le zone nevralgiche di ogni cucina, ovvero quelle in cui si concentrano le attività più importanti e a cui è bene dedicare la maggior parte dello spazio. Queste sono le  parti in cui avviene la cottura (fornelli e forno), il lavaggio (lavello e lavastoviglie) e la conservazione (frigo e dispensa) degli alimenti. Oltre a questi vi sono gli spazi necessari per contenere oggetti e stoviglie, ma essi possono essere quasi sempre integrati alle zone funzionali. E’ questo ad esempio il caso della cosiddetta “colonna forno”, un componibile di recente invenzione attraverso cui si creano degli spazi contenitivi integrandoli ad una zona funzionale come quella del forno.

Di recente questo mobile viene molto spesso abbinato alla colonna frigo grazie alla capacità dei moderni forni di mantenersi esternamente “freddi” ed incapaci per questo di danneggiare il motore del frigo quando quest’ultimo si trova troppo vicino al forno. Tale posizionamento viene dunque a creare una sorta di “grande dispensa” che, proprio come avveniva un tempo, può essere facilmente collocata su di una parete differente da quella funzionale.

La “contaminazione” che avviene in questo caso fra “zona di conservazione” e “zona di cottura” risulta essere quanto mai pratica e razionale in quanto consente un ottimale utilizzo dello spazio. Abbinare una “dispensa” ottenuta creando un vero e proprio “gruppo colonne”, ad una cucina lineare e dritta è estremamente facile: a questo scopo può essere infatti utilizzato indifferentemente una parete frontale o laterale basta che, in ogni caso, essa possegga una dimensione tale da poter alloggiare un mobile di almeno 120 cm di larghezza e 65 cm circa di profondità. A queste misure “minime” possono poi essere aggiunti eventuali altri ingombri, come quelli di uno scaffale a giorno (proprio come quello della foto) oppure una colonna “porta scope”, dove poter riporre gli accessori per la pulizia se non si possiede un balcone.

Cucina dritta con bancone sporgente

Quando si ha la possibilità di “ampliare” in avanti una composizione dritta, allora si preferisce spesso fornire la cucina di un ulteriore piano d’appoggio. Cucina lineare La Casa ModernaEsso può essere costituito da un semplice bancone sporgente, magari fornito di una o due gambe, oppure di un sostegno più particolare, come da una vera e propria penisola, completa di mobili inferiori e quindi ulteriormente contenitiva.

Queste specie di appendici risultano particolarmente utili quando si ha la possibilità di sfruttarle a pieno, ma sono assolutamente da evitare quando lo spazio non consente di girarci intorno con estrema comodità. Il loro uso infatti può variare da luogo in cui cucinare, a spazio dove pranzare o far colazione. per questa specifica necessità è possibile fornire il bancone o la penisola di comodi sgabelli, capaci di sfruttare questi angoli davvero in pieno. In alternativa a tali soluzioni esistono comunque delle speciali basi, dotate di meccanismi estraibili che consentono di ricavare da un normale componibile da cucina un vero e proprio tavolo. Tali sistemi sono particolarmente utili quando ci si trova a dover progettare una cucina lineare perché permettono di ricreare facilmente il cosiddetto “triangolo funzionale” senza creare ulteriori ingombri. Una volta utilizzato, infatti, il tavolo estraibile può essere riposto all’interno del suo mobile senza causare nessun tipo di problema, pur rimanendo costantemente pronto per il suo successivo utilizzo.

Si tratta ne più ne meno di un ulteriore piano d’appoggio che in alcuni casi può rivelarsi essenziale. Come abbiamo visto finora, difatti, le cucine in composizione dritta lineare, soffrono spesso di carenza di top liberi, specie quando sono composte in pareti di scarse dimensioni. I tavoli estraibili sono dunque una validissima alternativa ai banconi ed alle penisole, a patto però che essi siano realizzati con materiali e meccanismi di altissima qualità. Su questi prodotti è infatti difficile risparmiare senza compromettere pesantemente la qualità. Un meccanismo scadente in questi casi si dimostrerebbe presto insufficiente e sarebbe destinato a rompersi velocemente.

Cucina dritta lineare senza colonne

Nel progettare una cucina componibile, quando si ha a che fare con delle pareti dritte, può risultare a volte sconveniente l’inserimento di mobili grandi ed ingombranti come le colonne frigo e forno. L’assenza di questi mobili infatti, offre l’indiscutibile vantaggio di donare una maggiore linearità alla cucina (dunque una maggiore pulizia stilistica) rendendo l’intero arredo più “leggero” ed uniforme. Dal punto di vista progettuale infatti le cosiddette “colonne” (ovvero i mobili alti interi che fungono di solito da contenitore per frigo, forno e dispensa) rappresentano una vera e propria “interruzione” in una cucina; tant’è vero che quasi sempre vengono posizionate in maniera terminale alla composizione (cioè all’inizio o alla fine) proprio per cercare di ridurre al minimo ilCucina lineare La Casa Moderna loro impatto visivo, nonché il loro ingombro fisico.

Nel caso si voglia, o si debba, fare a meno delle colonne è possibile per fortuna utilizzare degli stratagemmi che permettono di sopperire alla loro mancanza, specialmente nelle cucine lineari. Uno di questi è senza dubbio l’uso degli elettrodomestici detti “sotto-base” i quali, principalmente per ciò che concerne la conservazione dei cibi, fanno sì che si possano utilizzare frigoriferi e congelatori “bassi”, inserendoli all’interno dei mobili “base” delle nostre cucine componibili lineari.

Il loro contenimento, almeno per la parte “frigorifero”, è di circa un terzo inferiore rispetto al suo corrispondente elettrodomestico “a colonna”, mentre il congelatore è molto simile, come litraggio, a quello che è contenuto in un normale frigo da incasso doppia porta verticale. La carenza di parte del frigorifero, se si possiede lo spazio sufficiente, può essere ovviata con l’istallazione di due frigoriferi bassi, ma non è raro in questi casi anche l’uso di elettrodomestici dotati di una celletta interna per il ghiaccio, in modo da fare in qualche modo a meno del congelatore.

In ogni caso, bisogna tenere presente che tutti questi “elementi” finora presi in considerazione misurano 60 cm, proprio così come misura generalmente il forno, il quale non potendo essere posizionato in alto deve per forza trovare posto fra le basi della composizione lineare dritta. Il forno però, per fortuna, a differenza dei frigoriferi, esiste anche in dimensioni differenti e ciò consente con alcuni specifici modelli, il suo inserimento anche all’interno di mobili chiusi. Proprio come è avvenuto nell’esempio qui fotografato.

La cucina lineare dritta ad “altezza doppia”

Come abbiamo più volte avuto occasione di ribadire, nelle cucine dritte lineari lo spazio gioca un ruolo fondamentale. E’ dunque estremamente importante far si che il progetto di questo tipo di cucina segua una studio approfondito di quelli che sono e che saranno, anche gli interni sfruttabili dentro i vari mobiletti.

Nelle cucine lineari, il problema dello spazio interno sorge più frequentemente quando non si possiede una larghezza sufficiente a contenere una quantità di stipi (o di contenitori in generale) tale da soddisfare le nostre esigenze. In tutti questi casi l’altezza della parete che abbiamo a disposizione può esserci di grande aiuto.

Cucina lineare La Casa ModernaPer affrontare la situazione in questi termini è necessario per prima cosa verificare la misura che si ha a disposizione in altezza. Se questa supera i “canonici” 270 cm (altezza minima richiesta nella maggior parte del territorio italiano per le abitazioni civili), si può tranquillamente pensare di allestire una cucina dotata di un’altezza “doppia” ovvero di mobili che superano la misura di circa 250 cm. Per fare questo si possono adoprare principalmente 2 sistemi: nel primo, si può prevedere l’uso di “sopralzi” ovvero di mobiletti posizionati sovrapponendoli a quelli di altezza normale, nel secondo invece si possono progettare direttamente degli arredi (quasi sempre fatti su misura) che essendo già più grandi, si avvicinano molto all’altezza del soffitto.

Ma nel caso si possieda una normale altezza di 270 cm questa soluzione “ad altezza maggiorata” è plausibile? Dipende. Bisogna infatti considerare che i mobili da cucina sono elementi d’arredo che necessitano di avere un certo bilanciamento estetico con l’ambiente in cui sono posizionati. Una camera da letto matrimoniale o un soggiorno, di solito, non hanno questo problema. Quest’ultimi sono arredi abbastanza “omologati” il cui progetto architettonico segue dei canoni abbastanza “standard”. Per la cucina non è così, tant’è vero che le cucine componibili a differenza degli altri arredi sono quasi sempre fatte “su misura” (come dice la parola stessa), proprio perché devono sottostare maggiormente alla conformazione dell’ambiente che le ospita, piuttosto che a “dettami generali” di arredamento. Tale aspetto, se da un lato offre numerosissimi vantaggi, dall’altro offre il fianco ad errori ed aberrazioni, anche frequenti. Una cucina di dimensioni normali infatti, molto spesso, non si presta ad essere riempita fino al soffitto, semplicemente perché l’ingombro visivo che se ne andrebbe a ottenere è capace di peggiorare l’effetto complessivo anziché di migliorarlo. Una vera regola non c’è, ma la tendenza attuale, specie in ambienti di dimensioni non imponenti, predilige senza dubbio l’uso di arredi non eccessivamente grandi. Anche perché oltre all’aspetto “estetico”, in una cucina lineare dritta va considerato quello prettamente “ergonomico”… ed è quello che faremo nel prossimo paragrafo.

Cucina lineare dritta “a portale”

La necessità di uno sfruttamento ottimale dello spazio ha portato i progettisti a considerare tutte le eventualità possibili a tal proposito.

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente quando la larghezza di una cucina lineare non è infatti sufficiente a contenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno, subentra spesso la necessità di sfruttare la parete a disposizione utilizzandola “in altezza”. Cucina lineare La Casa Moderna

Nel seguire questa esigenza è di recente è tornata di moda una tipologia di composizione lineare di cucina componibile che era già stata abbastanza in voga negli anni a cavallo fra gli ’80 e i ’90 del secolo scorso. Si tratta di un progetto di arredo lineare che cerca di unire le esigenze di spazio interno ai mobiletti, con quelle prettamente estetiche. L’idea nasce dall’uso di una sorta di “cornice” formata da delle colonne laterali, poste all’estremità della cucina ed unite fra di loro tramite l’uso di alcuni “sopralzi” dotati della stessa profondità delle colonne. L’effetto, come dice la parola stessa è quello di una specie di “portale” in cui le colonne rappresentano gli “stipiti” e i sopralzi “l’architrave”. La conseguenza è un progetto che pur appesantendo notevolmente la parete sfruttata dona ai mobili una certa “dignità architettonica” tutt’altro che spiacevole a vedersi. I mobili, oltretutto, in questa tipologia di composizione diventano estremamente più capienti grazie alla notevole profondità dei sopralzi i quali, a differenza dei normali pensili sospesi di ogni cucina componibile, sono dotati appunto della stessa profondità delle colonne frigo e forno.

Tutto ciò però, se consente da un lato una notevole quantità di vantaggi sia a a livello estetico che “contenitivo”, crea qualche problema di tipo ergonomico. Bisogna sempre considerare che una persona dotata di un’altezza media (circa 170 cm) riesce ad arrivare comodamente ad un ripiano che è alto al massimo 2 metri. Nelle cucine lineari a “doppia altezza” o “a portale”, l’altezza dei ripiani posti più in alto è ovviamente molto maggiore e richiede quindi l’uso di qualche strumento, come sgabelli e scalei, che siano capace di elevare da terra la persona che gli utilizza. Se è pur vero però che le cucine componibili più alte del normale sono considerate generalmente più scomode, è anche vero che, molto spesso, si deve fare i conti con quello che deve essere necessariamente contenuto in una cucina componibile. In questo tipo di mobili vi sono infatti conservate delle suppellettili che vengono utilizzate quotidianamente ed altre che, al contrario, vengono usate molto meno di frequente. Un uso dunque molto ponderato degli spazi posti in alto può dunque sopperire alla loro generale scomodità di accesso: basterà porre infatti nei mobiletti in alto tutte quelle cose che siamo certi di utilizzare meno, per risolvere egregiamente il problema.

Cucina lineare con cambio di profondità

Quello delle cucine dritte a parete unica è un argomento che può sembrare limitato, ma che invece contiene al suo interno numerosissimi spunti di discussione a causa del gran numero di varianti che questa specifica tipologia di arredo può possedere. Cucina lineare La Casa ModernaDel resto, come abbiamo visto poc’anzi, la cucina componibile è per sua stessa natura “variabile”, in quanto i suoi arredi vengono quasi sempre realizzati “su misura” per la stanza destinata ad ospitarli.

Quando infatti  ci si trova ad esempio di fronte a problemi architettonici che non sarebbe possibile superare con dei normali mobili “di serie”, è invece facile disporre sapientemente i pezzi di una cucina componibile, in modo che ogni problema “ambientale” sia velocemente risolto.

E’ questo il caso del tipo di cucina lineare che affronteremo in questo paragrafo, il quale ha principalmente il vantaggio di potere adattare la profondità dei suoi mobili, proprio in relazione a quelle che sono le caratteristiche della stanza.

La foto qui mostrata fa vedere una composizione di cucina dritta che anziché terminare con un mobile pensile ed una base profonda circa 60 0 65 cm, finisce il suo sviluppo lineare con una colonna sospesa con profondità 35 cm, ovvero la stessa dei pensili. E’ un tipo di soluzione che può rendersi particolarmente utile in almeno due casi, quando cioè ci si trova di fronte ad uno spazio limitato in profondità e quando la vicinanza di una porta o di una finestra rende opportuno l’uso di mobili poco ingombranti.

Per ciò che concerne il primo caso, possiamo tranquillamente immaginare la problematica di una arredo cucina da realizzare,  in una stanza magari già di per se lunga e stretta dove, oltretutto, è presente un pilatro sporgente che limita i passaggi. Il secondo caso è invece relativo a tutte quelle situazioni in cui la presenza di un’apertura di passaggio vicino alla cucina componibile, rende necessario l’allestimento di mobili che, nonostante sfruttino completamente lo spazio in larghezza, siano anche capaci -proprio grazie alla propria profondità ridotta- di limitare al massimo il loro ingombro fisico ed estetico. Un mobile profondo 60 cm e più, infatti, quando è posizionato molto vicino ad una porta d’ingresso (o ad una porta finestra), oltre ad essere essenzialmente sgradevole può creare un grave impiccio per chi entra o esce dalla stanza. Stessa cosa per ciò che riguarda le finestre, in cui il passaggio fisico ovviamente non c’è, ma deve essere comunque garantita il completo passaggio della luce esterna necessaria ad illuminare la cucina durante le ore diurne.

Vi sono poi anche dei casi in cui i cambi di profondità, nelle cucine lineari, possono avere un valore esclusivamente estetico. Sono tutti quei casi in cui le composizioni dritte, per loro stessa natura spesso poco “movimentate”, richiedono al contrario di essere in qualche modo “ravvivate” grazie a soluzioni di design. In queste situazioni sta nella bravura del progettista il riuscire ad escogitare un disegno capace di rendere la composizione più “mossa” di quanto lo sarebbe naturalmente, sempre senza che questo ne pregiudichi un suo regolare e pratico utilizzo.

 Cucina lineare in composizione discontinua

Finora abbiamo preso in considerazione cucine lineari disposte in modalità “continua ad incasso”, ovvero cucine formanti un corpo unico e compatto, proprio come si trattasse di un solo grande mobile. Tale conformazione è quella più comune ed ha mantenuto più o meno il suo aspetto sin dagli anni 70, quando è sopraggiunta sul mercato la metodologia di inserimento degli elettrodomestici “ad incasso”, sulla scia di ciò che avveniva negli Stati Uniti. Cucina lineare La Casa Moderna

Prima di allora le cucine componibili erano formate dai dei mobili singoli, dotati ognuno di un suo piano, i quali venivano semplicemente accostati agli elettrodomestici ed al lavello.

Con l’arrivo degli elettrodomestici ad incasso tutto è cambiato e si è passati ad utilizzare dei piani di lavoro unici, che unendo sia fisicamente che esteticamente fra di essi i vari mobiletti componibili, rendono le cucine quelle che sono al giorno d’oggi. Vi sono dei casi però in cui, sia per ragioni estetiche che per motivi prettamente pratici, questa sorta di “compattezza” viene messa in discussione per prediligere soluzioni discontinue in cui gli arredi da cucina vengono divisi in due o più mobili. Il motivo più frequente che anima chi decide per questa scelta rimane però spesso quello estetico. Con questa forma “scomposta” si intende infatti quasi sempre richiamare gli stilemi che caratterizzavano proprio le cucine del passato, in cui gli arredi erano sempre rappresentati da elementi a se stanti. E’ un po’ l’evoluzione della cucina “classica” riletta però in chiave più contemporanea, spesso attraverso l’uso dell’anta “a telaio” (come quella della foto) realizzata magari in legno o nel più moderno laminato, oppure tramite l’inserimento di elementi caratterizzanti specifici, come vedremo più avanti fra i nostri capitoli.

Nel particolare caso delle cucine lineari vi possono essere numerose maniere per progettare una cucina in “composizione discontinua”. La più semplice e frequente è quella che prevede l’uso di un frigorifero “ad appoggio” al posto di quello incassato in colonna. Un altro bel sistema facile ed usuale è quello di posizionare le colonne a parte, staccandole dal piano dove sono inseriti tutti gli elementi funzionali -come piano cottura lavello e lavastoviglie- ma lasciandole in ogni caso posizionate sulla stessa parete del resto della mobilia. L’effetto ottenuto (lo si vede bene in questa foto), è quello di un certo “composto disordine”, in cui gli elementi, pur facendo evidentemente parte dello stesso arredo, si presentano in maniera spesso anche molto diversa fra di loro sia per forma che per colore.

Un’ulteriore modalità di progetto è anche quella che prevede l’uso di elementi evidentemente “a se stanti” come possono essere il lavello e la cucina free-standing. In questi casi ci si trova di fronte ad arredi con cui si vuole spesso simulare le cucine professionali dei ristoranti, le quali sono caratterizzate da elementi singoli accostati fra di loro e realizzati quasi sempre in acciaio inossidabile. E’ proprio l’inserimento di elementi di questo tipo a rendere belle e particolari questa tipologia di cucine che assumono nei loro progetti una certa “autorevolezza” nonostante la loro estrema semplicità.

 Cucina lineare senza pensili

Ogni cucina, per piccola o grande che sia, deve mantenere delle caratteristiche imprescindibili. Cucina lineare La Casa ModernaQueste sue specifiche peculiarità sono le stesse dalla “notte dei tempi” e possono essere facilmente riassunte in queste poche parole: praticità d’uso, ampio contenimento e ergonomia ottimale. Le esigenze di chi usa la cucina però non sono sempre le stesse e quindi chi si occupa di progettare cucine componibili poste “in linea” può trovarsi di fronte a clienti che dimostrano bisogni molto differenti fra di loro.

Fino ad adesso, nel parlare di cucine componibili in versione dritta o lineare, si è sempre affrontato il problema di come sia possibile sfruttare al meglio lo spazio a disposizione sia in larghezza che in altezza. Vi sono però numerosi casi in cui questa necessità non è prioritaria, ma diventa un presupposto assolutamente trascurabile in confronto ad altri. E’ questa circostanza che andremo adesso ad esaminare, nella cui situazione, pur avendo a disposizione una sola parete (magari di dimensioni nemmeno troppo notevoli), si preferisce comunque far a meno di un po’ di contenimento pur di ottenere un effetto estetico ottimale.

Sono soluzioni che si prestano molto in tutte quelle situazioni in cui la cucina diventa un accessorio che, pur essendo indispensabile come in ogni abitazione, viene considerata più come un’elemento d’arredo che un vero e proprio “mobile funzionale”.

Assenza dei pensili alleggerisce ogni ingombro, libera lo spazio e rende luminosa la parete che si sta arredando. Quando si pensa a questo tipo di cucina lineare bisogna però comunque tenere presente un fattore importantissimo: anche se vorremo la nostra cucina sgombra dei mobiletti pensili, sarà sempre e comunque necessario fornirla almeno di una cappa aspirante. Vi è infatti un unico caso in cui si può fare realmente a meno di questo importante elettrodomestico, ovvero quando si posiziona il piano di cottura talmente vicino ad una finestra che, anche solo aprendola, si può utilizzarla per evacuare i fumi ed i vapori prodotti durante la cottura.

In tutti gli altri casi, a meno che non si voglia rinunciare a cucinare “realmente” sul piano di cottura, è comunque indispensabile avere un aspirazione dedicata. Se non fosse così del resto, gli ambienti si saturerebbero di odori ed emissioni (a volte anche nocive), destinati non solo a rendere insalubri gli ambienti, ma anche a sporcare tutte le pareti prospicenti fino ad arrivare al soffitto, anche in quelle circostanze in cui la cucina viene utilizzata davvero poco di frequente.

Cucina lineare dritta in stile industriale

La tipologia di cucina che andremo adesso ad esaminare, differisce da tutte le altre qui considerate in questo articolo essenzialmente per il suo stile.

Cucina lineare La Casa Moderna

Non si tratta infatti di una cucina realmente “moderna”, almeno nella connotazione che solitamente si dà a questa parola, ma di un tipo di arredo che guarda volutamente a qualche preciso elemento del passato. Certo la conformazione rimane pur quella tipica delle cucine lineari moderne, ma alcuni elementi ed alcune specifiche forme rappresentano in questo arredo dei caratteri molto specifici. Lo stile industriale è quella tendenza d’arredo che si è formata immaginando come poteva essere allestito un arredo domestico, utilizzando come spunto alcuni particolari caratterizzanti provenienti dalla cosiddetta “archeologia industriale” e più specificatamente dal mondo delle “officine meccaniche”.

Le cucine lineari dritte si distinguono perciò dalle cucine prettamente moderne per l’inserimento di alcuni materiali come il ferro nero ed il legno naturale, nonché per un design “scomposto” essenzialmente libero da quelli che sono i rigidi canoni del minimalismo. Lo stile industriale è infatti a tutti gli effetti una sorta di “decorazione” e come tale necessita di essere declinato al meglio per far sì che i prodotti realizzati in questa modalità risultino piacevoli e pratici. Partiamo dal progetto complessivo: una cucina lineare in stile industriale non può essere caratterizzata da una minimale sequenza di mobili base e di pensili; essa deve essere in qualche modo “mossa”, quasi disordinata, ma al contempo non deve mai scadere nell’imitativo o nell’eccessiva evocazione.

Per l’apertura di ante e cassetti l’uso delle maniglie è in questo caso indispensabile, ed esse dovranno avere delle caratteristiche tali da essere in qualche modo di richiamo al filo conduttore (le vecchie cassettiere in legno dove i meccanici riponevano gli arnesi) che si sta seguendo.

L’uso dei materiali specifici (come abbiamo detto, il ferro nero e il legno naturale) deve essere ponderato ma ben evidente, così come deve essere evidente la presenza degli elementi caratterizzanti (cappa e scaffali a giorno in metallo nero) tipici di questo stile.

Per il resto, grande libertà di interpretazione, perché se un indiscutibile vantaggio in questo stile c’è, esso è sicuramente quello di dare ampia indipendenza a chi intende esprimerlo in un progetto d’arredo.

La cucina lineare dritta con colonne basse

Come abbiamo avuto già occasione di vedere, la cucina moderna lineare dritta, quando ben progettata, può rappresentare un ottimo esempio di arredo di design. Le sue linee del resto si prestano perfettamente al “minimalismo formale” che fin dal secondo dopoguerra ha caratterizzato la produzione di mobili e di arredamenti moderni. Le regole di questo stile sono pressoché fisse e si caratterizzano per sobrietà di figura, assenza di orpelli, ottimizzazione massima dello spazio e assoluta mancanza di eccessi, sia dal punto di vista estetico che da quello dimensionale. Cucina lineare La Casa Moderna

Parlando proprio di ciò che concerne la progettazione, nella configurazione  tipica di ogni cucina componibile il mobile più ingombrante, sia visivamente che fisicamente, è senza dubbio la cosiddetta “colonna”. Si tratta di una sorta di armadio che con una profondità di circa 60/65 cm si eleva in altezza fino a raggiugere di solito i due metri, due metri e mezza. Questo elemento può essere adibito a dispensa, oppure (come avviene nella maggior parte dei casi) ospitare degli elettrodomestici come il forno ed il frigo. In una progettazione regolare il loro alloggiamento non pone mai grossi problemi: le colonne vengono di solito posizionate all’inizio o alla fine della composizione in modo da non interrompere con la loro presenza il piano di lavoro e pur essendo molto evidenti, rimangono piuttosto celate dal resto della mobilia.

Nel caso però di una cucina in composizione lineare dritta ad un unica parete, l’ingombro di questi mobili può risultare a volte un po’ indigesto. Come abbiamo già visto infatti, la cucina in composizione dritta, proprio per il suo stesso design, necessita qualche volta di essere già di per se stessa alleggerita e “mossa” in maniera da attenuare quell’effetto monotono che può causare il continuo susseguirsi di mobili in fila posti su di una stessa parete .

In questi casi può risultare particolarmente utile l’uso delle colonne “basse” ovvero di colonne che, anziché possedere l’altezza solita di 200 o 250 cm, sono alte circa 150 e possono contenere sia il forno che il frigorifero. Per ciò che concerne il forno, esso viene posizionato in queste colonne proprio alla stessa altezza in cui è posto nelle colonne forno più alte. In tali mobili quindi, a parte il minor contenimento verticale (in alto, manca in pratica uno sportello profondo circa 60 cm) l’uso quotidiano non cambia. Per quanto riguarda il frigo invece il discorso è un po’ diverso. Attualmente infatti i frigoriferi più comuni ed utilizzati sono quelli definiti “a doppia porta”, in cui in alto si trova un grande frigorifero, mentre in basso risiede un piccolo congelatore a tre cassetti. Ecco, quando si decide di inserire una colonna frigo bassa, ossia alta circa 150 cm, la parte del congelatore viene completamente a mancare, quindi si è costretti o ad allestire un altro congelatore esternamente alla cucina. Una soluzione molto funzionale è quella di fornire le basi di un piccolo congelatore “sotto-base” alto circa 80 cm, oppure, proprio come nel caso qui fotografato, optare per l’alloggiamento di una terza colonna bassa, in cui sia a qual punto possibile inserire anche un congelatore di dimensioni notevoli. In qual caso la praticità è massima: tutti e tre gli elettrodomestici (frigo, forno e congelatore) saranno a portata di mano e la nostra cucina lineare dritta, potrà al contempo fare bella mostra di se in una delle sue forme più belle ed eleganti.

Cucina dritta lineare in conformazione “soggiorno”

Immaginiamo ora di dover arredare una grande stanza in cui cucina e soggiorno devono convivere in perfetta armonia. Nel caso si debba in quell’ambiente progettare l’allestimento di una bella cucina lineare, il soggiorno potrebbe essere da spunto per la sua conformazione.

I soggiorni “a parete attrezzata” hanno infatti una foggia molto simile a quella di una cucina componibile: anch’essi sono formati da dei mobili “base” e dei mobili “pensili” e le dimensioni di questi elementi, se presi singolarmente, sono del tutto paragonabili a quelli di una cucina. Cucina lineare La Casa ModernaLa differenza sostanziale sta nella configurazione che essi assumono una volta messi insieme. Le pareti attrezzate si caratterizzano infatti per una maggiore libertà compositiva dovuta ad una minore esigenza di contenimento, quando però questa esigenza viene a mancare (anche per ciò che concerne la cucina), ecco che la fantasia progettuale può “prendere il largo”, declinando la cucina componibile lineare un po’ come fosse un soggiorno.

La cucina  lineare qui fotografata ha proprio queste caratteristiche tipiche. Quest’ultima è innanzitutto immaginata per “far scena” e dunque per essere originale ed estremamente gradevole dal punto di vista estetico.

Proprio come accade in una parete attrezzata di un soggiorno, essa è composta da elementi disgiunti, a se stanti, che però una volta pensati insieme assumono una forma davvero inusuale per una cucina componibile. L’originalità di questo progetto sta nel suo stesso “movimento” di forma: è un accozzaglia molto eterogenea, ma assolutamente armonica, di parallelepipedi di misura differente che differiscono, in questo caso specifico, sia per le loro dimensioni che per il loro colore. Da un lato, si parte con le colonne frigo e forno che, essendo intervallate da un elemento dispensa, fanno dei  variegati toni la loro caratteristica principale. A fianco di questi imponenti mobili si situano le basi con incassato il lavello ed il piano di cottura, le quali sono dotate di una struttura inconsueta in cui il lavello poggia solidamente a terra -proprio come avviene nella maggior parte delle cucine- mentre le altre due basi rimangono sospese da terra al fine di alleggerire e movimentare l’intero mobile.

Pur nella sua estrema particolarità, non manca proprio nulla in questa bella cucina lineare: ci sono le colonne frigo e forno, c’è lo spazio dispensa, c’è un capiente lavello con a fianco la sua lavastoviglie, ci sono due cestelli, un cassetto interno sotto al piano di cottura ed una potente cappa aspirante sopra di esso. Nonostante questo però la cucina lineare in questione esprime una profonda diversità rispetto ad altre dello stesso tipo: tale diversità è dovuta principalmente dalla conformazione dei suoi pensili che sono posti in maniera asimmetrica ed irregolare, proprio come avviene nelle pareti attrezzate dei soggiorni moderni. Si tratta di un vero “lavoro di design”, che evidenzia l’utilità di affidarsi a dei veri professionisti del settore, quando ci si trova ad affrontare progetti così complessi.

Cucina lineare simmetrica con colonne contrapposte

Estremamente pratica ed ergonomica, la cucina lineare deve la sua funzionalità principalmente a due fattori : la sua dimensione e la sua composizione.

A proposito del primo fattore (la sua dimensione) ci siamo già dilungati su quanto sia importante verificare che, all’interno di un progetto che riguarda una cucina dritta disposta su di un un unica parete, sia possibile inserire tutto quanto necessita alle proprie esigenze. Circa il secondo fattore (la sua composizione), abbiamo già visto numerosi esempi di come un arredo di per se apparentemente “semplice”, possa essere in verità declinato in tantissime varianti differenti, a seconda dello spazio interno che si richiede, della disposizione dei suoi mobili ed elettrodomestici, nonché dell’ingombro che tali composizioni occupano nelle stanze in cui sono ospitate. Cucina lineare La Casa Moderna

La disposizione che andremo adesso ad esaminare è forse una delle più tipiche che si possano incontrare per la tipologia di arredo delle cucine poste in linea. Il suo design è semplice, assolutamente simmetrico ed estremamente minimale. Prevede l’alloggiamento di due colonne laterali, una destra e una a sinistra della composizione, contenenti frigo e forno, fra cui si stende il top (o piano di lavoro) comprendente il lavello, la lavastoviglie, il piano di cottura ed i vari stipetti. La particolarità della disposizione sta nella sua “simmetria”, resa possibile dal posizionamento delle due colonne laterali che, attraverso la presenza stessa dei loro possenti volumi, riescono a rendere interessante la struttura complessiva.

Si tratta di una modalità di composizione che è stata estremamente in voga a partire dai primi anni ’80 fino ad arrivare ai primi anni duemila. Dopodiché l’ingresso preponderante sul mercato delle cucine “con gola” ha reso un po’ meno frequente imbattersi in questo tipo di cucina lineare, perché la presenza della “gola verticale” (necessaria per l’apertura delle due colonne), rende indispensabile l’uso di un doppio fianco laterale in cui questa “gola” possa essere fisicamente alloggiata. Per spiegare meglio questo concetto è essenziale precisare che, per permettere alle cucine moderne una maggiore pulizia stilistica, i designer hanno pensato di privare le cucine di maniglie esterne applicate frontalmente all’anta, creando una sorta di incavo (detto in gergo appunto “gola”) in cui le persone possono inserire le dita in modo da poter aprire gli sportelli. Questo sistema rende dunque indispensabile la creazione di una spazio di circa 3 cm che deve esse previsto sotto al top e lateralmente alle colonne in cui sia possibile alloggiare la gola. Fra due colonne messe una a fianco all’altra basta lasciare dunque uno spazio di 3 cm ed inserirvi una gola. Quando però le colonne frigo e forno sono distanti fra di loro è necessaria l’applicazione di un ulteriore fianco che serva a contenere la gola stessa. Questo inserimento va ad occupare in totale ben 5 cm per ogni colonna (totale 10 cm per entrambe) al posto dei soli 3 cm che servono nel caso si dispongano le colonne accostate l’una all’altra.

In questo specifico caso stiamo parlando quindi di una composizione che è da considerarsi più adatta a tutti quei modelli di cucina le cui ante sono già dotate di maniglie e non  abbisognano dunque di un ulteriore profilo di apertura. Questo, si badi bene, non significa che i soli modelli di cucine utilizzabili per questa comparazione siano quelli dotati di maniglia “esterna”, significa solo che, proprio come nel caso qui fotografato, per l’ideale utilizzo di queste composizioni è meglio pensare ad ante dotate esse stesse di maniglia o di gola (incavo) di apertura. Se si utilizza questo stratagemma il risultato estetico e funzionale è garantito dall’assenza di orpelli e dall’estrema linearità del suo design.

Cucina lineare dritta in versione bicolore

La cucina lineare dritta è di per se un arredo semplice e minimale che si sceglie molto spesso proprio per la sua forma elementare e la sua estrema essenzialità. I suoi progetti seguono sempre questo filo conduttore e anche quando si inoltrano in perigliosi estremi compositivi, mantengono una loro naturale sobrietà stilistica. Per questo motivo le cucine lineari sono forse uno degli arredi in cui l’utilizzo del colore (in senso lato) può essere maggiormente di aiuto. Del resto abbiamo già visto come nella “cucina lineare in conformazione soggiorno” il colore può giocare un ruolo fondamentale. Cucina lineare La Casa ModernaNelle composizioni più semplici e più banali infatti questo importante fattore può effettivamente essere capace di cambiare completamente un progetto.

Se, all’interno di questo stesso articolo riguardante proprio le cucine in versione dritta lineare ad un unica parete, si vanno a contare i modelli in cui il colore è stato utilizzato per le sue capacità di migliorare l’architettura complessiva della disposizione, ci si accorge proprio che la maggior parte delle cucine esaminate evidenziano l’uso di due o più colori.

Il sistema più comune che si utilizza è quello di individuare innanzitutto un colore per le colonne frigo e forno, le quali, essendo di certo i mobili più voluminosi della composizione, faranno modo che quello sia il tono predominante della cucina. Poi si prosegue decidendo se dare lo stesso colore alle basi (i mobili bassi) o ai pensili. A quel punto si determina il migliore abbinamento possibile con cui decidere di decorare il resto della cucina.  Circa la scelta degli specifici colori da utilizzare in una composizione dritta ad un unica parete non esiste una regola univoca. Di solito i toni devono essere fra loro compatibili in maniera da seguire una certa logica, ma non sono rari i casi in cui colori fortemente contrastanti generano splendidi effetti una volta messi insieme.

In linea di principio siccome l’arredamento, come tutte le altre cose che interessano i gusti personali, segue essenzialmente le tendenze al momento più in voga, sarebbe opportuno conoscere preventivamente quella che è la moda più diffusa, magari individuando i colori che più ci potrebbe piacere inserire in un progetto di cucina, guardandoli prima su delle riviste o sul web. Quelli sono quasi sempre i colori che si troveranno più facilmente disponibili all’atto dell’acquisto in quanto, ovviamente, sia i produttori che i designers sono obbligati a seguire quelli che sono i dettami del mercato. Non è affatto detto però che in taluni casi non sia meglio seguire solo i propri gusti personali indipendentemente da quelle che sono le tendenze in atto. Tutto sta nel saper valutare preventivamente l’incidenza che possono avere i colori scelti sia nel momento attuale, che nel prossimo futuro.

Cucina lineare La Casa ModernaCucina lineare dritta con elementi caratterizzanti

A differenza di ciò che avviene nella “Cucina lineare in composizione discontinua” in cui è essenzialmente la disposizione dei vari pezzi ad essere insolita, in quella “lineare con elementi caratterizzanti”, lo scopo di movimentare il progetto d’arredo è ottenuto principalmente tramite l’inserimento di alcuni  componenti speciali, fatti apposta per contraddistinguere e rendere interessanti anche le composizioni più semplici e banali.

Sono accessori che possono avere la più svariata natura e  quindi consistere in elettrodomestici speciali, mobiletti particolari ed altre tipologie di oggetti, sempre attinenti al tipo di arredo che devono completare, ma dotati di una foggia originale ed innovativa.

Nella cucina lineare qui fotografata, ad esempio, è proposta una cappa in acciaio inox dalla forma estrosa, abbinata ad un gradevole scaffaletto a giorno in legno e metallo che ricorda un po’ lo stile industriale. Gli elementi caratterizzanti di una cucina però possono essere tantissimi e sta alla sola abilità progettuale di designers e industrie il loro ottimale utilizzo. Essi si inseriscono in un progetto quasi sempre in misura contenuta (uno o due pezzi sono già sufficienti a caratterizzare ad esempio una cucina lineare ) e si scelgono a seconda delle varie opportunità compositive.

In linea generale, possono essere elementi caratterizzanti di una cucina, lineare o angolare che sia, una cappa, uno scolapiatti, un blocco cottura, un lavello (magari in pietra o in lamiera), uno scaffale, un componibile a giorno, una dispensa, ma anche un mobiletto pensile, una base o una semplice colonna: basta che abbiano una forma originale e siano capaci di abbinarsi al progetto complessivo senza creare disordine. In realtà possono essere però considerati elementi caratterizzanti anche quegli accessori, molto più piccoli degli oggetti finora citati, che di solito sono presenti in quasi ogni cucina, come le maniglie, le mensole e le cornici, se hanno una forma particolare ed inusuale.

Tutto infatti può concorrere a contraddistinguere un progetto d’arredo in maniera ottimale, se è ben studiato e realizzato. Tant’è vero che per caratterizzare una cucina possono essere usati sia degli elementi di tipo artigianale (magari realizzati da un fabbro o da un falegname), sia di tipo industriale. Tutte le maggiori aziende produttrici di cucine infatti, impiegano nella loro gamma di prodotti gli elementi caratterizzanti per decorare ed allestire in maniera più originale le proprie composizioni. Il minimalismo formale che imperversa ormai in tutti i modelli di cucina moderna, rende ormai i prodotti molto simili fra loro, perciò è interesse dei produttori proporre degli articoli che, una volta inseriti nei progetti, sappiano renderli singolari e interessanti.

Cucina lineare in composizione variegata

Un’altra metodologia utilizzata, specie di recente, per rendere originale ed unica una cucina lineare è quella di costruirla attraverso l’unione di elementi composti con modelli e materiali, a volte, anche molto diversi fra di loro.  Si tratta di una declinazione che può risultare particolarmente interessante quando si progetta una cucina dritta disposta a parete.

Cucina lineare La Casa ModernaL’esempio qui fotografato è piuttosto significativo di questa tipologia di progetto e per questo merita di essere esaminato attentamente.

Partiamo con l’osservare le ante: ci accorgeremo immediatamente che quelle utilizzate per i pensili sono lisce e colorate di un caldo colore cuoio, mentre quelle impiegate per basi e colonne sono caratterizzate da un elegante “telaio” colorato di grigio. Questo abbinamento in teoria potrebbe apparire assolutamente azzardato, eppure in pratica, una volta vista realizzato in questa bella cucina lineare, si può apprezzare un insieme molto interessante ed elegante che si presta tranquillamente sia agli ambienti classici che a quelli moderni.

Anche attraverso l’accostamento di materiali diversi è possibile ottenere un effetto scenico capace di movimentare e migliorare l’estetica di una semplice cucina lineare. Nell’esempio proposto è possibile vedere come alle ante della cucina, laccate nei colori cuoio e grigio, è stato abbinata una boiserie in legno scuro con mensoline in metallo. A fianco di questa, fa bella mostra di se uno schienale in vetro bianco, illuminato, di cui conviene parlare. Si tratta di un pannello in vetro satinato e laccato all’interno che viene realizzato su misura per ogni tipo di cucina. Esso è caratterizzato da un apparato elettronico a led che oltre a ravvivare la composizione, potrà illuminare perfettamente i piani di lavoro quando necessario, La sua caratteristica però probabilmente più interessante è il fatto che questo schienale in vetro è montato su di una robusta lamiera metallica, per cui possono esservi applicati tutta una serie di accessori magnetici come, mensole, porta-rotoli, porta spezie nonché tutti gli altri complementi che possiedono una calamita al loro interno.

Ultimo componente in ordine di descrizione, ma non di importanza, è il bel top massiccio in color legno chiaro con cui la composizione di cucina lineare termina a sinistra. Si tratta di un piano di lavoro, volutamente di uno spessore maggiore rispetto a quello degli altri piani, che può essere utilizzato sia come top da appoggio, che  come vero e proprio “tagliere”, a seconda del materiale in cui esso è costruito. Qualora questo piano fosse realizzato in massello di legno grezzo, infatti, esso potrebbe essere tranquillamente usato per il taglio della carne e della verdura mentre si cucina, proprio come avviene nelle grandi cucine dei ristoranti: il suo materiale una volta rovinato dall’uso, permette di essere riportato “a nuovo” tramite una semplice operazione di piallatura e levigatura.

La cucina lineare in versione “Basic”

Sono molteplici le soluzioni compositive che abbiamo potuto vedere in questa rassegna di cucine dritta ad unica parete; finora non abbiamo però forse preso sufficientemente in considerazione un fattore che può essere determinante per la scelta di una cucina lineare, ovvero quello economico. Cucina lineare La Casa ModernaPerché se vi è un vantaggio che indiscutibilmente le cucine dritte hanno su quelle ad isola o quelle angolari o con penisola, è quello di avere un costo generalmente più contenuto. E’ ovvio che non è sempre così, in quanto i fattori che determinano il costo di una cucina componibile non riguardano solo la sua configurazione, ma concernono bensì anche le sue dimensioni, la qualità della ferramenta, i materiali con cui essa è costruita, la sua tipologia di fabbricazione e, non ultimo, le peculiarità degli accessori che la completano. Se andassimo però a guardare la generalità delle cucine lineari vendute sul mercato ci accorgeremo certamente che esse costano meno delle altre. Il motivo è abbastanza ovvio: in una cucina dritta vi sono generalmente meno mobili e minore è dunque la quantità di materiale che necessità per costruirla, rispetto a tutte le altre configurazioni con cui si può costruire una cucina componibile. Questo fattore porta spesso ad utilizzare dunque la cucina lineare proprio per il suo prezzo contenuto.

Costruire una cucina lineare “Basic” o “economica” che dir si voglia è abbastanza facile. Basta avere a disposizione una larghezza di parete che vada da un minimo di 240 cm ad un massimo di 330 cm e iniziare ad immaginare al suo interno tutti quei mobili e quegli accessori che si ritiene necessari. Una configurazione “tipo” come quella ad esempio della cucina lineare qui fotografata, comprende una colonna con frigo da incasso da 60 cm, un mobile con cassetti e cestello da 60 cm, un mobile con forno e piano cottura da incasso, una lavastoviglie ed un mobile da 90 cm completo di lavello a due vasche. Il tutto per una misura complessiva di 330 cm.  In alto, a completare il progetto, fanno bella mostra di se una fila di pensili, alternati fra aperti e chiusi, e posti in maniera da alleggerire il design del mobile e ravvivare l’effetto complessivo.

Si tratta di un tipico progetto di cucina lineare “Basic” che chiunque può prendere in considerazione, anche per arredare stanze ben più grandi, ma che non hanno bisogno di grandi spazi dove cucinare. Ovviamente per chi intende risparmiare sono da prediligere i materiali più pratici e sobri, come il laminato per le ante ed i piani e l’acciaio per gli accessori di lavaggio e cottura, ma si possono ottenere ottimi risultati di contenimento dei costi anche se si sceglie di inserire in misura minima materiali più preziosi come il vero legno o il marmo.

La cucina lineare è servita!

I nuovi progetti si concentrano spesso sull’aspetto architettonico dell’arredo: nelle moderne abitazioni da una parte di trovano spesso delle sorte di “monoblocchi” formati dalle cucine lineari che permettono un’organizzazione perfetta del “cooking” in uno spazio definito ma perfettamente integrato, dall’altra, l’ambiente si fonde con il “living” incentrando tutto l’insieme sull’idea di funzionalità ed ottimizzazione. Tutte le dotazioni “cooking” diventano così parte integrante del soggiorno e consentono l’affiancamento di mobili che a quel punto fanno della stanza un unico luogo conviviale. Oggi la cucina lineare è difficilmente reclusa fra le pareti di un “cucinotto” ed è per questo che è possibile trovarne sul mercato tante varianti differenti. E’ uno sconfinamento naturale ed inevitabile per il ruolo sempre più centrale della “cucina” e del suo specifico compito nell’ambito domestico. Per questo motivo, quando la cucina lineare diventa tutt’uno con l’ambiente solitamente adibito ad accogliere gli ospiti, bisogna essere attenti alla perfezione dei suoi particolari estetici, oltre che alla sua funzionalità. I volumi vanno ridisegnati per creare una nuova visuale che prediliga l’eliminazione del superfluo a favore di linee semplici e rigorose, soprattutto proprio negli spazi spesso ridotti delle cucine ad unica parete, dove l’arredo assume una duplice veste, quella di area operativa e quella di contenimento.

Dalle soluzioni più semplici e lineari a quelle più estrose ed originali, sino ad arrivare ai progetti più complessi ed innovativi, i denominatori comuni delle cucine dritte lineari sono dunque il loro design e la tecnologia dei materiali utilizzati. L’importante è sempre rendere ogni gesto pratico ed agevole, ma farlo comunque all’interno di oggetti che devono soddisfare pienamente il proprio gusto personale. Anche per ciò che concerne mobili teoricamente così “banali” come potrebbe sembrare una cucina componibile lineare.

Molti i materiali disponibili: dai laminati più resistenti fino alle più eleganti essenze di legno; dai più pregiati dei laccati ai più tenaci degli acciai speciali. Sono quindi tante le varianti, i colori ed i possibili abbinamenti con cui si può costruire una cucina lineare. In essa elementi indipendenti e diversi dai normali componibili possono caratterizzare ogni composizione, integrandosi perfettamente con il resto degli arredi, nonostante la loro singolare originalità.

La maniera migliore per poter utilizzare al meglio tutte queste possibilità è quella di immaginare un progetto d’arredo che abbia nella cucina lineare il suo principale fulcro di interesse. A  quel punto tutte le funzioni, del lavaggio, della cottura e della preparazione dei cibi potranno essere inserite in un unico blocco di mobili che coniugherà i più evoluti criteri di progettazione ai vincoli di una classica soluzione componibile. Per far questo l’apporto di un vero e capace professionista del settore può dirsi praticamente indispensabile. Il suo consiglio su come disporre i mobili della cucina in linea e su come adibirli al loro migliore uso, potrà rivelarsi in taluni casi quasi sorprendente. Al termine del suo lavoro sarà sufficiente collegare i moduli scelti con gli impianti di acqua, luce e gas e la nostra cucina in linea ad unica parete sarà subito in opera.

 


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